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Apparecchiature · 10 settembre 2024

Cos'è un fermentatore? Ambiti di utilizzo

Cos'è un fermentatore, come tiene sotto controllo una conversione biologica e quali settori ne dipendono.

Cos'è un fermentatore? Ambiti di utilizzo

Un fermentatore, chiamato anche serbatoio di fermentazione o, a seconda dell’impiego, di maturazione, è un recipiente chiuso in cui microrganismi o enzimi convertono un substrato in un prodotto target sotto temperatura controllata e, in alcuni processi, sotto pressione e agitazione controllate. La conversione in sé (il lievito che trasforma lo zucchero in alcol e CO₂, i batteri lattici che acidificano il latte, una coltura fungina che produce un enzima) avviene perché il fermentatore mantiene stabile l’ambiente biologico abbastanza a lungo da portarlo a compimento. Il recipiente è quindi meno un contenitore che un’apparecchiatura di processo: il suo compito è mantenere temperatura, miscelazione e, ove rilevante, gas disciolto entro la stretta fascia di cui la coltura ha bisogno.

Come il fermentatore tiene sotto controllo la fermentazione

La maggior parte delle fermentazioni sono esotermiche, quindi la questione progettuale dominante è la rimozione del calore piuttosto che il suo apporto. Una camicia di raffreddamento, e nei recipienti più grandi anche serpentine di raffreddamento interne, asportano il calore di reazione e mantengono il lotto sulla sua curva di temperatura; un aumento incontrollato della temperatura modifica il profilo dei sottoprodotti e può uccidere direttamente la coltura. Se il processo è aerobico, un diffusore introduce aria o ossigeno sterile sotto un agitatore che lo disperde in bolle fini senza sottoporre a taglio gli organismi; le fermentazioni anaerobiche richiedono invece uno spazio di testa chiuso con uno sfiato per la CO₂ o un collegamento per gas di copertura. L’agitazione viene impostata bassa e delicata rispetto a un reattore chimico (l’obiettivo è una distribuzione uniforme di temperatura e nutrienti, non l’intensità di miscelazione meccanica) e le prese per sonde di temperatura, pH e ossigeno disciolto consentono di registrare e regolare il processo lotto per lotto.

Costruzione igienica e pulibilità

Poiché il prodotto è destinato a uso alimentare, delle bevande o farmaceutico, il fermentatore è costruito per essere pulito e sterilizzato tra un lotto e l’altro senza essere aperto. Gli interni sono saldati e lucidati a una finitura igienica, tipicamente in acciaio inox 304 o 316L, con angoli interni arrotondati, un fondo inclinato o bombato per uno svuotamento completo, e raccordi selezionati per evitare zone morte in cui il prodotto potrebbe ristagnare. Le sfere spruzzatrici CIP (clean-in-place) e, per usi farmaceutici e alcuni usi biotecnologici, i collegamenti SIP (sterilize-in-place) consentono di pulire e sterilizzare il recipiente in loco tra un lotto e l’altro, il che è ciò che rende possibili cicli di produzione brevi e ripetibili. Guarnizioni, tenute e raccordi per strumentazione sono specificati secondo standard di grado alimentare o farmaceutico affinché nulla a contatto con il prodotto introduca contaminazione.

Dove si utilizzano i fermentatori

L’applicazione più nota è la produzione di birra e vino, dove i fermentatori e le vasche di maturazione determinano il carattere della birra o del vino finito tanto quanto le materie prime. I caseifici utilizzano recipienti più piccoli e a controllo di temperatura preciso per coltivare fermenti di yogurt, kefir e formaggio. La biotecnologia industriale gestisce fermentatori molto più grandi per coltivare organismi che producono enzimi, amminoacidi, acidi organici e precursori di biocarburanti, spesso con requisiti asettici e di strumentazione più severi rispetto all’uso alimentare. La fermentazione farmaceutica (antibiotici e, sempre più, prodotti biologici realizzati in bioreattori che condividono la stessa logica progettuale di base) si colloca all’estremo più rigoroso, con requisiti di convalida, documentazione e contenimento aggiunti sullo stesso recipiente con camicia, agitato e pulibile.

Le dimensioni e la configurazione del recipiente variano tanto quanto le applicazioni. Un birrificio artigianale può gestire diversi piccoli fermentatori a lotto singolo affiancati per fermentare ricette diverse in parallelo, mentre un impianto biotech gestisce più spesso un numero ridotto di grandi fermentatori attraverso molti lotti successivi dello stesso organismo. Ciò che rimane costante in questo intervallo è la logica progettuale di fondo: un recipiente con camicia, agitato e pulibile, dimensionato per mantenere un processo biologico definito sulla sua curva di temperatura e tempo prevista.

Makfen progetta e realizza fermentatori e serbatoi di maturazione in acciaio inox secondo i requisiti igienici, termici e di agitazione della coltura e del prodotto specifici, con camicia, agitatore e raccordi CIP/SIP dimensionati per il ciclo di lotto previsto.

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  • Serbatoio di fermentazione
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  • Bioprocesso
  • Produzione alimentare e di bevande
  • Reattore in acciaio inossidabile